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Diffusione della stampa 3D nella pandemia Covid-19
Pubblicato il / da Rimas 3D Solutions / in Stampa 3D

La diffusione della stampa 3D nel contesto della pandemia

Nonostante la pandemia da Covid-19, nel 2020 la stampa 3D si è diffusa molto ed in settori molto diversi tra loro. Anzi, si potrebbe affermare che proprio le limitazioni e le incertezze generate dalla pandemia abbiano fattivamente accelerato l’adozione della produzione additiva.
E’ quanto emerge da uno studio curato dalla società di ricerca indipendente Savanta e presentato nell’ultima edizione del 3D Printing Sentiment Index di Ultimaker; questa ricerca è stata condotta in Italia, USA, Messico, Regno Unito, Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Cina, Giappone, Corea del Sud e Australia.
I dati evidenziano come nel 2020 sia cresciuta a livello globale tanto l’implementazione della stampa 3D all’interno di diversi tipi di business e casi d’uso, quanto le opportunità offerte.
Degli intervistati, il 71% riconosce la tecnologia e il suo potenziale impatto sul mercato, ed il 65% tra coloro che conoscono la tecnologia ritiene che la stampa 3D abbia elevate possibilità di espansione nel settore di appartenenza nei prossimi 5 anni (+7% rispetto allo scorso anno).
Inoltre, secondo più di un quarto (27%) degli intervistati la stampa 3D è una priorità di investimento (+7% rispetto all’indice precedente) mentre quasi la metà (49%) crede che diventerà un’applicazione cruciale per il proprio settore.

Dove è più diffusa la stampa 3D?

Tra i Paesi in cui è stata condotta la ricerca, la stampa 3D è risultata essere più diffusa in USA, Regno Unito, Germania e Francia. Anche il Messico registra una crescita dell’adozione della stampa 3D, probabilmente dovuta alle molte opportunità di outsourcing provenienti dai Paesi nordamericani. L’Italia si attesta all’undicesimo posto per livello di implementazione della stampa 3D nel proprio tessuto industriale e manifatturiero.

Quali sono i materiali più usati?

I materiali più comunemente usati nella stampa 3D sono la plastica ed i polimeri.
In particolare il PETG (polietilene tereftalato glicole), il PET (polietilene tereftalato) ed il PETT (polietilene coTrimetilene tereftalato) rappresentano il 31% del totale delle risorse (+4% rispetto all’anno precedente). In crescita anche l’impiego dei tecnopolimeri come PA, PEEK e CARBON PEEK, utilizzati spesso anche in sostituzione ai metalli.

Gli effetti della pandemia sulla stampa 3D

La pandemia da Covid-19 sembra aver favorito l’adozione della stampa 3D, che si è rivelata un’alternativa affidabile per innovare rapidamente ogni tipo di business e rispondere in maniera particolarmente veloce ad esigenze di produzione on demand ed in loco.
Nel 2020 molte più aziende, di diversi settori produttivi, hanno iniziato a produrre con la stampa 3D: da piccoli team dedicati si è passati, in alcuni casi, ad interi stabilimenti.
La maggior diffusione della stampa 3D nelle catene di approvvigionamento ha permesso di sostenere in maniera innovativa i flussi di lavoro, produzione e distribuzione, prevenendone l’interruzione e garantendo la continuità del business .
Il 55% delle aziende che utilizzano la stampa 3D hanno iniziato a produrre componenti end-use e quasi tre quarti sfruttano questa capacità per creare strumenti di lavoro in loco, ottimizzare l’organizzazione degli stabilimenti e snellire la logistica. La prototipazione, pur rimanendo l’ambito di utilizzo più comune della stampa 3D, ha subito una riduzione dell’8%.
Tuttavia, nonostante questi forti e diffusi segnali di fiducia ed apertura verso la stampa 3D, ci sono ancora alcuni dubbi ed ostacoli per la sua diffusione. Tra questi figurano le capacità operative (67%), le skill dei dipendenti (65%), e la costruzione di una solida esperienza aziendale (40%) . Nel dettaglio, a preoccupare maggiormente le imprese sono la velocità di stampa, l’integrazione con strumenti e software esistenti (ecosistema) e l’affidabilità/precisione della stampa.

La stampa 3D in Italia

I dati raccolti dal 3D Printing Sentiment Index confermano anche per l’Italia il trend di diffusione della stampa 3D nel corso del 2020. Quasi la metà delle imprese intervistate ha introdotto gli strumenti di stampa 3D all’interno dei propri processi produttivi, una crescita che vede l’Italia al quarto posto tra le nazioni analizzate per incremento di adozione nell’ultimo anno.
In particolare, tra le applicazioni della produzione additiva risultano prioritarie la produzione in loco di strumenti industriali (il 70% degli intervistati ha indicato questa funzione quale utilizzo principale) e l’innovazione del business attraverso lo sviluppo di prototipi.
Un italiano su due, infine, conferma la propria fiducia nella funzione determinante che la stampa 3D avrà lungo il 2021 per la propria azienda.

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